I.A.S.…emozioni 2000 – 2010: 10 Anni in Palcoscenico
24 Giugno 2010 Teatro Era - Pontedera
"STORIE DI CASA MIA"
Ascoltare, nell’era di internet, i racconti degli usi e dei costumi della nostra storia.
Ospiti della serata: Compagnia Piccola Bottega dei Pensieri
“Premio I.A.S. …emozioni ” I° Edizione
Il “Premio I.A.S. …emozioni ” nasce nel 2010 per celebrare il 10° anno di attività ed è un premio che ogni anno verrà assegnato a riconoscimento di meriti speciali.
Fin dalla prima edizione l’ambizione del “Premio I.A.S. …emozioni ” è quella di non volersi materializzare in anonime targhe o sterili coppe bensì quella di sposarsi con la filosofia della nostra scuola: espressione che genera emozione!
Per questo si è scelta l’opera dello scultore Alessandro Marzetti.Scultura in alabastro naturale realizzata a mano con tecniche tradizionali.
Ogni scultura dell’artista è un opera originale ed è proprio la sua unicità a rendere il premio ancora più prezioso.
Il premio, oltre all’ opera che verrà consegnata il 24 giugno in occasione del saggio di fine anno, prevede anche la visita al laboratorio dell’artista il quale illustrerà al vincitore del premio le tecniche e i processi di lavorazione della sua opera.
“Storie di Casa Mia” nasce nel laboratorio della mia mente nel 2007 ed è oggi il frutto di numerose valutazioni, prima tra tutte e forse quella più banale è la perplessità scaturita dalla paura di proporre al pubblico uno spettacolo interamente dedicato al canto popolare che possa, in questa sua particolarità, essere ritenuto “pesante”.
Tale quesito non ha trovato risposta e quando mi sono accorta che mai l’avrebbe trovata se non dopo una possibile messa in scena, ho deciso di lasciarmi andare in questo progetto che comunque di fascino ne ha indubbiamente tanto.
Il primo “buon seme” che ha fatto scaturire l’idea di “Storie di Casa Mia” è stata una canzone napoletana, la Tammuriata Nera, che seppe allora darmi un brivido particolare che, una persona fin troppo riflessiva come me, non poteva far altro che mettere in cantiere.
Sentivo che questa canzone in soli cinque minuti di musica colorava l’aria di atmosfere emozionanti, sapori terribilmente mediterranei, storie di vera semplicità che nascondono spesso il senso della vita e che pur non appartenendomi, poiché Napoli ahimè non è la mia terra, mi attraevano tantissimo legandosi perfettamente ad una delle mie grandi passioni: il Mediterraneo appunto.
Inizialmente, essendo cantata in dialetto napoletano, non tutte le parole mi risultavano comprensibili, poi, con l’aiuto di una persona amica di origini napoletane, ho scoperto che al di là della musica sicuramente trascinante e che fino ad allora era stata la principale fonte di attrazione, si nascondeva una storia di vita e di verità.
E questo è il senso di tutto il lavoro che ha portato a “Storie di Casa Mia”, ovvero il desiderio di scoprire, attraverso le pagine del canto italiano, storie della nostra storia dove si intrecciano usi e costumi, eventi storici, emozioni, storie allegre o amare, sofferte o spensierate.
Arrivati fin qui il titolo di questo spettacolo è poi venuto da solo: che si tratti di un racconto milanese o di uno siciliano sempre di noi parla, se con “noi” ci identifichiamo nel popolo italiano.
Non è forse vero che molti di noi si sono innamorati di una persona senza esserne ricambiati come narra la storia del Sarracino? Non è forse vero che abbiamo sentito la nostalgia della propria terra come si racconta nella canzone “La porti un bacione a Firenze”? E ancora gli uomini perduti dietro una malafemmena, o i desideri di poter avere qualche soldo in più fossero anche sole “mille lire al mese”, o l’atteggiamento da “Americano”… non sono tutti racconti che in un modo o in un altro possono fare da specchio alle nostre case, alle nostre storie? Ecco dunque “Storie di Casa Mia”.
Ho ritenuto tutto questo di grande valore, in fondo il canto popolare è quella tradizione che si tramanda a voce con tutto il calore di un corpo umano che da voce a racconti di esperienze, insegnamenti ed emozioni, cosi che questo spettacolo riflette il mio desiderio di non allontanarmi e di avvicinare le nuove generazioni a quei valori umani che oggi, nell’era di internet mi sembra si vadano un po’ perdendo, nell’evoluzione di un popolo che se un tempo si ritrovava nelle “veglie” per condividere realtà, anche attraverso la canzone, oggi si ritrova sulla chat a distanze talvolta oceaniche, tutti in contatto virtuale con tutti e forse ognuno con la sua solitudine. È solo un mio pensiero e forse è anche un grande luogo comune. Me lo auguro. Io che sono una fautrice della tecnologia, sono anche una grandissima conservatrice in merito di tradizioni, usi e costumi e spero che le mie allieve, come il pubblico, riescano a trovare in questo progetto almeno qualcosa di interessante e di divertente.
Al termine di questo primo momento di studio e di ricerca, con minimo di cognizione di causa in più, voglio riservare una parola alla canzone napoletana, e neanche io so il perché. Molto probabilmente perché in tutto il lavoro svolto fino ad oggi i brividi, quelli seri, li ho sempre avuti ascoltando i testi napoletani e forse è questo il motivo per cui Napoli oltre il sole, la pizza, l’onore, Margellina, il Vesuvio e San Gennaro è famosa nel mondo: per un “non motivo”, un brivido autonomo.
“Storie di Casa Mia” non può finire qui; il canto popolare è davvero molto molto capillare e di testi da raccontare ce ne sono davvero tanti e soprattutto tutti degni di attenzione.
Spero dunque di avere una seconda possibilità e poter lavorare su quei racconti meno noti, più umili e forse ancora più veri, quelli tenuti nascosti per desiderio di intimità o quelli ancora più sofferti, nella speranza di arricchirmi di quella fascinosa cultura popolare e tradizionale e continuare a condividere con i miei allievi un percorso fatto di favole che narrano storie che nessuno ha mai inventato.
Per adesso “Storie di Casa Mia” rappresenta un passo in avanti per un altro cantiere, anch’esso da tempo aperto: “MEDITERRANEOterramare” che spero di riuscire, un giorno, a portare in scena con la compagnia Piccola Bottega dei Pensieri.
Buon Divertimento, o almeno lo spero.
Lucia Galletti
“Esposizione di Pittori I.A.S. …emozioni ” I° Edizione
Per il nostro decimo compleanno presentiamo
“ Esposizione di Pittori I.A.S. …emozioni ”
Foyer Teatro Era Pontedera
Espongono: Elio Alongi, Gemelli in Arte, Giovanni Pagan, Tommaso Santucci |